SCHNABELGUN-red ver.-
11-02-2004

 

 

 

 

 

SCHNABELGUN (Red Type)

 

Il fatto di clonare un modello autocostruito permette, da un lato di poterne realizzare più versioni, dall’altro, di conservare il master intatto. Nel caso dello SchnabelGun verde la realizzazione della copia fu da me concepita in cantina, senza le conoscenze e l’attrezzatura adeguate. Vi lascio immaginare le ore di lavoro che passai a stuccare le bolle in 77 pezzi di resina! Per questa versione rossa, invece, mi sono servito della “prova di stampa” che Ottavio Luggin di NKG mi ha fornito prima di realizzare la tiratura definitiva. Per questo motivo mi trovai a che fare con un’eccellente copia in resina ma dalle componenti multicolori. All’epoca infatti si cercava ancora la miglior colorazione dei pezzi da mettere nella scatola. Così un braccio era blu, il motore verde, una spalla grigia e la testa gialla, e così via…. Devo dire che questa’anomalia, seppur razionalmente inutile, mi provocò una certa “malsana” soddisfazione. Per la cronaca si sarebbe optato per un verde nelle prime copie e un classico grigio in quelle successive.

Essendo lo SchnabelGun essenzialmente un prototipo adattato solamente in seguito per lo stampaggio in serie, necessita di qualche accorgimento in più rispetto ai garage kits prodotti dalle ditte più importanti. Questo fatto non rappresenta a mio parere comunque un grande difetto, in quanto oltre a garantire una certa “artigianalità” al pezzo, permette al modellista di intervenire concretamente sul modello e di realizzare un mecha sempre originale.  Fortunatamente fin da subito rimasi entusiasta della qualità dei pezzi, finalmente stampati alla perfezione, così le fasi di ripulitura e di stuccatura furono ridotte al minimo.

 

Il modello

Il kit è dotato di tubi in metallo (a molla) di due diametri diversi e delle asticelle in ottone per impernare i pezzi. La fase iniziale del montaggio, ovviamente dopo un’adeguata pulitura delle parti, è cominciata col praticare i fori necessari alla costruzione dei pezzi che compongono le gambe. Sono necessari fori per l’inserimento dei tubi nelle meccaniche e fori per inserire le asticelle di metallo che hanno il compito di tenere ben solido il modello. Nel caso delle gambe l’operazione risulta piuttosto laboriosa, in quanto vi è compreso il numero maggiore di parti. Occorre infatti impernare accuratamente tutti i sei “unghioni” che compongono un solo piede per conferire solidità e compostezza allo SchnabelGun. Una volta ancorate le gambe alla loro sede, in corrispondenza del bacino, il montaggio è andato via liscio, inserendo in ogni pezzo segmenti metallici e fil di ferro di due misure per i pezzi più piccoli. Una volta ultimato il montaggio ebbi fra le mano il primo kit in resina con mimetica Arlecchino!

Dopo aver primerizzato il tutto, passai alla fase di rifinitura.

Avevo in mente fin dall’inizio di creare anche alcune antenne, di cui il kit era sprovvisto. Per farle ho usato delle sottili bacchette d’ottone alle quali ho assottigliato un’estremità rendendole piuttosto acuminate. Sulla base ho attorcigliato del fil di ferro e ho incollato dei piccolissimi raccordi in plasicard per renderle un po’ più dettagliate. A questo punto lo Schnabel era pronto per essere colorato.

 

La colorazione

Pensai fin da subito di realizzare questo modello in una versione rossa e iniziai il lavoro di verniciatura esattamente un anno dopo la realizzazione di quella verde. Come per la prima optai per una colorazione a smalti, prima ho provveduto a stendere ad aerografo una base di acrilico, in questo caso un rosso leggermente tendente al giallo con colori Tamya. In seguito, mascherando le zone interessate, ho spruzzato di bianco laddove si sarebbero formate le strisce di riconoscimento. Dopo una mano di trasparente lucido, ho posizionato le decals e infine, ho steso una mano di trasparente satinato, per far aderire al meglio il successivo passaggio a smalto. Usando dei toni più caldi infatti ho iniziato a lumeggiare le zone più esposte e tondeggianti, e al contrario, scurendo gli interstizi e le parti in ombra. Con un pennello sottile imbevuto di nero molto diluito ho sottolineato le pannellature e gli interni delle parti meccaniche, precedentemente drybrushate di argento su una base di metallo brunito. L’invecchiamento è terminato con lavaggi di diverse tonalità e terminato con l’aggiunta di alcune zone di ruggine ottenute diluendo dei pigmenti rossastri con acquaragia.

 

La base

La base è costituita da tre parti: una cornice rotonda di legno, un basamento e il terreno vero e proprio.

Mentre per la prima non c’è nulla da dire, la seconda è stata ottenuta colando del gesso alabastrino in un sottovaso di plastica accuratamente scelto. La terza infine, è stata realizzata in DAS, il quale è stato modellato per rendere l’illusione delle dune di sabbia, tecnica già sperimentata nella base del BredaPlus, comparso su un MT di qualche anno fa.

Per rendere realistica la presenza del modello nella scena (considerandone anche l’ipotetica mole) ho spinto i piedi e la punta del cannone dello SchnabelGun nel Das ancora fresco lasciando i piedi così imprigionati. Ho anche fatto aderire del materiale sugli unghioni, in modo che alcuni ne risultassero addirittura ricoperti.

Ipiedi sono poi stati impernati. facendo corpo unico con la base in DAS e quella sottostante in gesso. Per la colorazione optai per un rosso piuttosto simile a quello usato sul modello, in modo da creare una certa monocromia e un’atmosfera dal gusto piuttosto “marziano”.

La base in gesso è stata dipinta con grigio molto scuro satinato, in modo da far risaltare il rosso fiammeggiante del modello.